I costruttori di imperi di Boris Vian è un testo che colpisce per la sua attualità nell’analizzare i labirinti dell’animo umano, nonché le dinamiche con cui la nostra società materialistica borghese muove i suoi figli, quasi fossero manichini.
L’autore non rinuncia mai all’ironia ed a tratti anche alla comicità che fanno spesso da contraltare a un quadro desolante.
Lo spettacolo si incentra sulla storia della strampalata famiglia Dupont, costretta, da un rumore subdolo e inquietante, costantemente a salire, lasciando ripetutamente la propria casa, per approdare ad un alloggio sempre più ristretto, squallido e misero…
Un’ascesa che condanna, via via, alla perdita di oggetti, di ricordi, di affetti, ma che ancor di più condanna ad un’incomunicabilità sempre più ossessiva e ad una solitudine dell’animo sempre più amara…

